Zoom face: come il lockdown ha cambiato le richieste fatte all’oculoplastico
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Zoom face: come il lockdown ha cambiato le richieste fatte all’oculoplastico

Quante sono le ore che, ogni settimana, passiamo incollati allo schermo ed a una webcam tra Zoom, Skype evideochiamate su Whatsapp? Tante. Tra call e smartworking, tra didattica online e …

Quante sono le ore che, ogni settimana, passiamo incollati allo schermo ed a una webcam tra Zoom, Skype evideochiamate su Whatsapp? Tante.

Tra call e smartworking, tra didattica online e aperitivi virtuali, la pandemia ha cambiato il nostro modo di vivere la quotidianità e di socializzare.

Con gli incontri e le uscite ridotte ai minimi termini, è sempre più frequente vedere il nostro viso riflesso in uno schermo. Un nuovo modo di intendere la socialità con la quale è necessario fare i conti.

Ed è per questo che tatissimi di noi sentono il bisogno di un “ritocchino”; un fenomeno nuovo, che però ha già trovato il suo nome: “zoom face” o, ancora, “lockdown face”.

Guardandoci in maniera insistente attraverso la lente di una fotocamera individuiamo dei difetti che magari prima passavano inosservati. Ci accorgiamo di rughe, imperfezioni, occhiaie e cresce la voglia di migliorare il nostro sguardo e di avere un viso riposato e fresco.

Complice il dover stare in casa, risparmiando su vestiti, viaggi, ristoranti, c’è chi ne sta approfittando per fare visita al chirurgo estetico per un intervento di ringiovanimento del viso.

Un investimento spinto dalla voglia di vedersi diversi con una crescita del 20-25% delle richieste di ritocchi e interventi di chirurgia estetica.

Il ruolo della mascherina e l’importanza dello sguardo

Con una mascherina quasi sempre sul volto, il focus si sposta sullo sguardo. Ed è qui che si puntano i riflettori. Gli occhi e tutta la zona perioculare diventano il centro della comunicazione.

L’espressività dello sguardo gioca un ruolo sempre più importante. Degli occhi belli, profondi ed espressivi sono sempre stati considerati molto attraenti, più che mai in questo periodo.

Uno sguardo attivo, riposato e bello: questo è quello che tante donne, ma anche uomini, chiedono al chirurgo durante il primo incontro.

Addio, quindi, a borse, occhiaie, cerchi scuri: la zona perioculare deve essere fresca e giovane.

La possibilità di stare a casa, limitando al minimo indispensabile il contatto con l’esterno, facilita le cose. Si può sfruttare il momento per non mostrare in pubblico eventuali gonfiori o piccole cicatrici.

Le richieste di filler all’acido ialuronico, interventi per la correzione di borse sotto gli occhi, ma anche di lifting sopraccigliare e frontale aumentano. Un boom della cosiddetta chirurgia dello sguardo, ma anche del botox.

Quest’ultimo rimane uno dei trattamenti più richiesti anche in Italia, che permette di attenuare le rughe della parte superiore del viso ma anche quelle verticali sul collo. Tra i trattamenti più richiesti anche il rimodellamento dell’ovalee della mandibola e il lifting midface.

Qualche cifra

Sebbene non ci siano ancora delle cifre e delle percentuali precise, proviamo a dare qualche numero.

Il report annuale di Agorà, società scientifica che si occupa di Medicina Estetica, ci racconta che i medici associati hanno ricevuto moltissime richieste in più.

L’iniziale paura di un calo delle richieste, a causa lockdown, è stata messa da parte. Questa è una storia che ci viene raccontata attraverso le cifre.

In tanti hanno espresso la volontà di fare un filler alle labbra, di riempire le rughe nasogeniene, di eliminare le occhiaie.

Tra chi ha fatto richiesta di un ritocchino troviamo il 57% delle donne nella fascia d’età 30-40 e il 43% degli uomini tra i 30 e i 60 anni.

Il consiglio? Non eccedere e affidarsi solo a mani esperte che siano in grado di assicurare un risultato ottimale e naturale. Stravolgere la fisionomia del proprio viso, approfittando del periodo di minore interazione sociale, non è sempre una buona idea.

Redazione Oculoplastica – Dr. Graziani