Esoftalmo – Oftalmopatia tiroidea

Zona

Orbita

Anestesia

Si

Durata intervento

  • Breve
  • Media
  • Lunga

50

Tempo Ricovero

  • Breve
  • Media
  • Lunga

50

Tempo Recupero

  • Breve
  • Media
  • Lunga

50

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COS’È L’ESOFTALMO?

Si definisce esoftalmo o proptosi la protrusione di uno o di entrambi i bulbi oculari oltre la rima palpebrale (occhio sporgente oltre il margine della palpebra).

In presenza di esoftalmo è essenziale considerarne alcune caratteristiche:

  • Entità: lieve, moderata o grave.
  • Insorgenza: acuta (sospettare traumi, processi infiammatori, fistole arterovenose) o cronica (patologia endocrina o tumorale).
  • Localizzazione: monolaterale o bilaterale (più comune una patologia endocrina).

La causa più comune di esoftalmo è l’ Oftalmopatia Tiroidea. L’affezione, che colpisce soprattutto donne nella fascia di età tra i 20 e i 60 anni, è di origine autoimmune.

I sintomi oculistici più evidenti sono: sguardo fisso, riduzione dell’ammiccamento, retrazione palpebrale, chemosi e rossore congiuntivale, dolore, lacrimazione occhi, irritazione e fotofobia. Talora si possono associare visione doppia (diplopia) e deviazione del bulbo (strabismo).


POSSO SOTTOPORMI A INTERVENTO DI CORREZIONE DI UN ESOFTALMO?

Il trattamento dell’esoftalmo è secondario alla sua eziologia: prima di qualunque trattamento è essenziale riconoscere e tentare di risolverne la causa, in collaborazione con altri specialisti (endocrinologi, oncologi).

Si rivolgono al chirurgo oculoplastico nel caso in cui:

  • La protrusione bulbare causa imbarazzo e rifiuto del proprio aspetto, per un innaturale sguardo sbarrato e ‘spaventato’ che non ne rispecchia lo stato d’animo. Nei quadri monolaterali la spiccata asimmetria di sguardo può essere fonte di profondo disagio estetico ed emotivo.
  • Pazienti in cui l’esoftalmo si associa a sintomi da sofferenza della superficie oculare: fastidio, lacrimazione eccessiva, bruciore e prurito, dolore, sino alle temibili ulcere corneali.

IN COSA CONSISTE IL TRATTAMENTO DI UN ESOFTALMO?

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Il trattamento completo dell’oftalmopatia tiroidea prevede tre differenti interventi chirurgici, rivolti alla risoluzione dei diversi aspetti della patologia:

  • La decompressione orbitaria
  • La correzione dello strabismo
  • La chirurgia palpebrale

La chirurgia palpebrale (correzione della retrazione palpebrale) rappresenta l’ultimo step riabilitativo dell’oftalmopatia tiroidea. Nei casi più lievi la retrazione palpebrale può essere corretta mediante una tecnica transcongiuntivale mini invasiva (dalla parte interna della palpebra), che consiste in una incisione al margine interno della palpebra, senza cicatrici visibili.

È possibile eseguire interventi di indebolimento del muscolo elevatore e\o del muscolo di Müller (palpebra superiore) e dei muscoli retrattori inferiori (palpebra inferiore). In alcuni casi di retrazione particolarmente severa può essere necessario un innesto da materiale autologo (mucosa buccale, palato duro, cartilagine, derma), eterologo (sclera proveniente da donatore), o costituito da materiali sintetici.

Ogni paziente verrà indirizzato e consigliato verso le pratiche chirurgiche più appropriate e all’avanguardia, secondo le più aggiornate linee guida delle associazioni chirurgiche internazionali


COSA DEVO ASPETTARMI? QUALI SONO I RISULTATI DEL TRATTAMENTO DI UN ESOFTALMO?

La correzione della retrazione palpebrale rappresenta l’ultimo passaggio chirurgico nell’iter terapeutico e riabilitativo del paziente. L’intervento permette di ridurre l’anomala apertura della rima palpebrale e di ottenere armonia dello sguardo mediante una migliore simmetria tra i due occhi.

Il risultato finale è una più efficace chiusura dell’occhio, una posizione palpebrale corretta, uno sguardo meno spalancato e innaturale

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