Ptosi palpebrale congenita pediatrica

Zona

Occhi e palpebre

Anestesia

Si

Durata intervento

  • Breve
  • Media
  • Lunga

33.3

Tempo Ricovero

  • Breve
  • Media
  • Lunga

33.3

Tempo Recupero

  • Breve
  • Media
  • Lunga

33.3

COS'È LA PTOSI PALPEBRALE CONGENITA PEDIATRICA?

Con ptosi palpebrale si intende un’affezione in cui una o entrambe le palpebre superiori sono più basse del loro normale livello, per cui la rima palpebrale (spazio fra la palpebra inferiore e la palpebra superiore) risulta ridotta in misura variabile. Quando essa è presente sin dalla nascita, si parla di ptosi palpebrale congenita. La causa è di norma distrofica: il muscolo elevatore della palpebra superiore, deputato a sollevare la palpebra, non ha avuto uno sviluppo embrionale normale ed è parzialmente o totalmente sostituito da tessuto adiposo e connettivo, con conseguente deficit della funzione contrattile e quindi della normale apertura dell’occhio.


QUANDO SOTTOPORRE IL BAMBINO A INTERVENTO DI CORREZIONE DI UNA PTOSI PALPEBRALE CONGENITA?

Il genitore può erroneamente ritenere la ptosi del bambino un difetto di natura puramente estetica, ma non è così

  • L’abbassamento della palpebra non permette una corretta stimolazione dell’occhio da parte della luce: la deprivazione dello stimolo luminoso impedisce il giusto sviluppo della funzione visiva, compromettendola in modo permanente e talora molto grave.
  • La correzione della ptosi pediatrica deve avvenire entro i primi 5 anni di vita, in modo da permettere un corretto sviluppo visivo del paziente, riducendo il rischio di ambliopia.
  • La ptosi non permette al bambino di orizzontarsi nello spazio, causando cadute, urti contro gli oggetti, disorientamento negli ambienti non familiari.
  • La ptosi costringe il bambino a sollevare la testa per vedere (atteggiamento viziato del capo) e ad aggrottare la fronte, causando mal di testa e torcicollo.
  • Il disorientamento, le posture anomale e la funzione visiva ridotta compromettono i rapporti sociali del bambino coi coetanei, sino alla discriminazione e all’insorgenza di problemi relazionali.

Il bambino viene seguito da una equipe altamente specializzata per interventi su pazienti in età pediatrica, che assicura la massima sensibilità e attenzione dalla fase preoperatoria alla dimissione


IN COSA CONSISTE L’INTERVENTO DI CORREZIONE DI UNA PTOSI PALPEBRALE CONGENITA?

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La correzione è chirurgica e prevede due differenti possibilità in base alla funzione residua del muscolo elevatore:

  • Potenziamento del muscolo elevatore della palpebra superiore: quando la funzione è presente e superiore a 4-5 mm sarà possibile eseguire un intervento di accorciamento del muscolo o della sua aponeurosi per ottenere un’elevazione della palpebra.
  • Sospensione della palpebra al muscolo frontale: quando la funzione è assente o inferiore a 4-5 mm sarà necessario un intervento di supplenza utilizzando il muscolo frontale mediante materiale autologo, come la fascia lata, dai 3 anni di vita o materiale sintetico, prima dei 3 anni di età.

Ogni paziente, insieme ai suoi genitori, verrà indirizzato e consigliato verso le pratiche chirurgiche più appropriate e all’avanguardia, secondo le più aggiornate linee guida delle associazioni chirurgiche internazionali


COSA DEVO ASPETTARMI? QUALI SONO I RISULTATI DI UN INTERVENTO DI CORREZIONE DELLA PTOSI PALPEBRALE CONGENITA?

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PTOSI PALPEBRALE

Il bambino vive l’esperienza dell’intervento con serenità, seguito in ogni passaggio da una equipe di grande esperienza con utenza pediatrica e professionalità. Le incisioni sono scarsamente visibili perché eseguite nelle naturali pieghe del volto e in contiguità del margine sopraccigliare.

L’intervento permette un corretto sviluppo della funzione visiva, corregge gli atteggiamenti posturali viziati messi in atto dal bambino per sopperire all’abbassamento della palpebra (collo in iperestensione, torcicollo oftalmico) ed evita al bambino possibili ripercussioni psicologiche legate al difetto nell’interazione coi coetanei

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