Xantelasma palpebrale

Xantelasma palpebrale

Anestesia

Si

Durata intervento

  • Breve
  • Media
  • Lunga

50

Tempo Ricovero

  • Breve
  • Media
  • Lunga

33.3

Tempo Recupero

  • Breve
  • Media
  • Lunga

33.3

COSA È LO XANTELASMA?

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Lo xantelasma è un accumulo di grasso nettamente delineato che si presenta come una serie di macchie giallastre, piatte o rilevate, con la tendenza a progredire. Gli xantelasmi si possono sviluppare su tutta la superficie della palpebra, ma sono più spesso localizzati agli angoli delle palpebre.

Con il tempo, il loro numero e le loro dimensioni possono aumentare diventando ‘ingombranti’ e fastidiosi per il paziente soprattutto dal punto di vista estetico.

Ne soffrono in egual misura sia le donne che gli uomini in età compresa tra i 45 ed i 55 anni. Si tratta di un primo sintomo di una possibile presenza di eccesso di lipidi nel sangue ed è per questo motivo che non si deve mai sottovalutare la comparsa di xantelasma palpebrale.

XANTELASMA PALPEBRALE: CAUSE E SINTOMI

Tra le possibili cause di xantelasma vi sono:

  • Dislipidemie
  • Ipotiroidismo
  • Cirrosi epatica
  • Cirrosi biliare primitiva
  • Pancreatite

Le dislipidemie sono caratterizzate da un enorme livello di lipidi nel sangue; normalmente riguardanti il livello dei trigliceridi, colesterolo, LDL (lipoproteine a bassa densità). Rappresentano un fattore di rischio non solo per l’aterosclerosi, ma anche, nel tempo, di malattie vascolari come la coronaropatia. Elevati livelli di LDL, bassi livelli di HDL nel sangue, o in caso di ipercolesterolemia familiare, possono portare la formazione degli xantelasmi palpebrali.

Gli xantelasmi non provocano né prurito né dolore a livello palpebrale e pertanto non determinano una sintomatologia oculare.

SI POSSONO PREVENIRE GLI XANTELASMI?

Lo xantelasma palpebrale molto difficilmente regredisce in modo naturale. Pertanto per prevenire l’insorgenza di queste antiestetiche macchie gialle si devono soprattutto ridurre i fattori di rischio che portano ad avere un ipercolesterolemia.

L’utilizzo di una dieta equilibrata e sana può contribuire alla correzione del metabolismo e dunque prevenire la formazione degli xantelasmi nei pazienti già predisposti. È utile limitare l’apporto di zuccheri e grassi, eliminare l’alcol e aumentare la presenza nella dieta delle fibre solubili. Praticare esercizio fisico regolare rappresenta un ulteriore sistema di prevenzione.

POSSO SOTTOPORMI ALL’INTERVENTO DI RIMOZIONE DELLO XANTELASMA?

I pazienti con xantomi della palpebra si rivolgono al chirurgo oculoplastico:

  • Quando gli xantelasmi aumentano di dimensione, diventando esteticamente vistosi e fastidiosi per il paziente.
  • Quando le lesioni confluiscono tra loro, creando intumescenze al margine che possono modificare la dinamica palpebrale.
  • Nei casi di pazienti donne che non riescono più a mascherare le lesioni con il trucco.

IN COSA CONSISTE L’INTERVENTO DI RIMOZIONE DELLO XANTELASMA PALPEBRALE?

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A seconda dei diversi casi, gli xantelasmi possono essere eliminati mediante un’asportazione chirurgica estetica, l’utilizzo di laser CO2 pulsato, l’utilizzo di Plexr oppure attraverso l’utilizzo di peeling chimici.

  • L’escissione chirurgica viene effettuata nel contesto del rimodellamento della palpebra con un intervento estetico di blefaroplastica altamente personalizzato per ciascun paziente.
  • Il laser CO2 è una tecnica che vaporizza e foto coagula il tessuto su cui viene indirizzato, con un’ablazione altamente selettiva e progressiva degli strati cutanei.
  • I peeling chimici sfruttano la capacità di alcune sostanze chimiche, come l’acido tricloroacetico, di erodere i tessuti ed eliminare le lesioni superficiali della pelle.

“Ogni paziente verrà indirizzato e consigliato verso le pratiche chirurgiche più appropriate e all’avanguardia, secondo le più aggiornate linee guida delle associazioni chirurgiche internazionali”

SE ELIMINO GLI XANTELASMI, POSSONO RITORNARE?

Gli xantelasmi, essendo lesioni spesso causate da una malattia sistemica (dislipidemia), possono ripresentarsi a distanza di tempo variabile dalla loro rimozione. Ci sono però degli accorgimenti legati alla tecnica di rimozione che permettono di ridurre in modo importante la possibilità di recidiva.

Potremmo paragonare lo xantelasma alla punta di un iceberg: la macchia gialla che percepiamo sulla cute delle palpebre rappresenta molto spesso solo il 30% della dimensione complessiva dello xantelasma. La rimanente parte non si vede perché è al di sotto della pelle.

Ecco perché preferisco rimuovere quasi tutte queste lesioni con la tecnica chirurgica “custom made” (no laser CO2, no Plexr e no peeling) in modo da assicurare la rimozione di tutta la parte non visibile dello xantelasma che è responsabile di eventuali recidive future.

QUALI SONO I RISULTATI DELL’INTERVENTO DI RIMOZIONE DELLO XANTELASMA?

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A seconda del quadro clinico verrà scelta l’opzione terapeutica più adatta per il paziente.

Il laser CO2 è conformato in modo che il suo fascio di raggi venga diretto nel punto stabilito in modo altamente selettivo, senza intaccare i tessuti circostanti. Rappresenta una pratica sicura ed efficace nella rimozione di lesioni benigne della pelle.

E’ normale che la pelle appaia più chiara dopo il trattamento? Purtroppo sì, in quanto il laser può determinare un ipopigmentazione della zona trattata. Questo è uno degli ulteriori motivi per cui preferisco adottare, quasi sempre, una rimozione chirurgica degli xantelasmi.

Il trattamento chirurgico di blefaroplastica non lascia cicatrici evidenti, poiché le incisioni vengono praticate seguendo le naturali pieghe del volto. I risultati estetici sono armoniosi e naturali.

Si possono rimuovere gli xantelasmi durante l’estate?

Fondamentalmente sì. L’unica accortezza è di proteggere il viso e le zone trattate con una crema a protezione totale in aggiunta all’utilizzo di occhiali con lenti protettive. Bisogna comunque evitare di esporsi direttamente ai raggi solari o esporsi alle lampade ultraviolette che potrebbero interferire in modo importante con il processo di cicatrizzazione.

“L’intervento sarà personalizzato per mantenere un aspetto naturale, per riflettere la personalità del paziente e l’individualità della sua immagine e per rispettare le esigenze espresse durante il colloquio preoperatorio”

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Qualche informazione in più sul Dr. Carlo Graziani

Formazione chirurgica continua di tipo internazionale, portata a termine tra le università di Torino e Padova, Moorfields Eye Hospital – University College di Londra e Medizinische Universität di Vienna.

Il campo di attività comprende la chirurgia palpebrale pediatrica e dell’adulto, quella lacrimale, quella orbitaria e la chirurgia estetica dello sguardo e del viso praticate con tecniche mini invasive ed innovative.

Il Dr. Graziani è inoltre Membro Internazionale di: General Medical Council, Londra; European Society of Ophthalmic Plastic and Reconstructive Surgery (ESOPRS); e membro nazionale di: Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (AICPE), Società Italiana Chirurgia Oftalmo Plastica (SICOP), Società Italiana Medicina Estetica (SIME), Società Oftalmologica Italiana (SOI).

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