Calazio o orzaiolo? Come riconoscere il disturbo e come intervenire

calazio o orzaiolo

Calazio o orzaiolo? Alcune persone non riescono a distinguere i due disturbi e questo crea confusione. Sebbene siano entrambe patologie a carico dell’occhio, sono molto diverse l’una dall’altra. Si tratta di problemi che arrecano non poco fastidio e sapere cosa fare è molto utile per tornare a stare bene. Tuttavia, non è possibile intervenire senza conoscere le differenze.

Calazio: cos’è e come si interviene

Quando si parla di calazio si parla di una cisti granulosa, anche definita come lipogranuloma. Le cause del disturbo sono strettamente legate a una infiammazione oculare che deve essere analizzata a tutto tondo. 

Si tratta, nello specifico, di un’infezione cronica del dotto escretore delle ghiandole di Meibomio, ossia quelle deputate alla produzione del sebo lacrimale. L’attività delle ghiandole di Meibomio è strettamente connessa all’idratazione della cornea e non solo. Il sebo lacrimale permette anche il corretto scorrimento palpebrale e fa sì che il film lacrimale non vada a evaporare troppo facilmente. 

Cosa accade, quindi, se queste ghiandole si chiudono? Il sebo ristagna all’interno delle stesse, provocando una forte infiammazione che porta con sé la formazione di un nodulo duro e molto fastidioso: il calazio.

Per la cura del calazio è necessario un consulto con un chirurgo oculoplastico che, dopo aver valutato la situazione, sarà in grado di consigliare un’operazione finalizzata alla rimozione totale del problema. L’intervento di asportazione del calazio viene effettuato con anestesia locale e rientra nella chirurgia mini-invasiva. Il paziente non avrà cicatrici esterne e visibili e il risultato è risolutivo.

Quello che non tutti sanno sul calazio

Quando ci si interroga sulle possibili cause del calazio non sempre si pensa all’alimentazione. In effetti, nel momento in cui si prende in considerazione un disturbo che concerne l’occhio il collegamento con quello che si mette ogni giorno a tavola non è di certo immediato. Eppure è proprio così. 

Un’alimentazione ricca di cibi grassi e di insaccati può aumentare la possibilità di chiusure delle ghiandole di Meibomio, con conseguente insorgenza del problema. Una sana e corretta alimentazione e l’attenzione alla pulizia dell’occhio sono fondamentali. Si può cercare di prevenire il calazio a tavola, ma anche prestando attenzione all’igiene della zona. 

Orzaiolo: cos’è e come si interviene

L’orzaiolo è un’infezione delle ghiandole di Zeiss che, nella maggior parte dei casi, è provocata dallo Stafilococco Aureus. Le ghiandole in questione si trovano alla base del follicolo pilifero ciliare. Non si tratta, quindi, della stessa zona interessata dal calazio e questa è la prima differenza da rimarcare. 

L’infezione delle suddette può degenerare dando vita a una necrosi suppurativa con produzione di pus. Non viene richiesto intervento chirurgico per risolvere il problema.

Calazio o orzaiolo: le differenze

Le differenze tra calazio e orzaiolo sono chiare. Il calazio interessa le ghiandole di Meibomio mentre l’orzaiolo interessa le ghiandole di Zeiss. Nel primo caso si avverte dolore e si nota che la zona tende a gonfiarsi in seguito all’infiammazione, portando con sé la formazione di una cisti granulosa. Quest’ultima può essere di piccolo o grandi dimensioni. Se è troppo grande può finanche provocare l’astigmatismo, dato che le dimensioni e la palpebra ispessita portano a fare un movimento palpebrale sbagliato. 

L’orzaiolo, invece, non tende a formare cisti e a cronicizzarsi. Nella maggior parte dei casi guarisce spontaneamente o con il supporto di una mirata terapia topica. Nel caso del calazio, invece, si richiede spesso l’asportazione chirurgica del lipogranuloma che, come detto, può provocare diversi problemi correlati.

Se volete saperne di più, vi invitiamo a rivolgervi direttamente a noi.

 

La Redazione