Palpebra cadente: come risolvere il problema con un intervento mirato

palpebra cadente

La palpebra cadente è un problema con cui molte persone si trovano a dover fare i conti. Lo sguardo stanco, la palpebra abbassata, una certa asimmetria nel viso sono solo alcune delle conseguenze legate alla ptosi palpebrale. Si potrebbe pensare che tutto questo gravi solo sull’aspetto estetico, ma così non è.

In alcuni casi, viene intaccata anche quella che è la funzionalità dell’occhio ed è per questo motivo che, sia che si tratti di qualcosa di congenito che di qualcosa dovuto all’avanzare dell’età e al rilassamento muscolare, è necessario capire quali sono le soluzioni migliori per correggere il difetto.

Quando si parla di palpebra cadente, o di ptosi palpebrale, si intende un inestetismo della zona oculare che può essere risolto in maniera definitiva, così da dare nuova linfa allo sguardo, risolvere un problema di asimmetrie e, soprattutto, così da far riacquistare alla zona la sua funzionalità.

Probabilmente, focalizzando l’attenzione sulla ptosi si pensa immediatamente a Gué Pequeno, noto rapper che da sempre fa i conti con questo disturbo. Il cantante ha più volte dichiarato di aver imparato a convivere con il problema, che è divenuto un po’ un segno distintivo, e di avere diversi contatti con le mamme di bambini che hanno la palpebra cadente e che chiedono consigli su come comportarsi in caso di ptosi congenita

Le diverse tipologie e le cause di ptosi palpebrale

Non tutte le forme di ptosi palpebrale sono uguali ed è bene conoscere le varie tipologie affinché si possa trovare la giusta soluzione al problema. 

La prima tipologia è la ptosi congenita che, dunque, accompagna il soggetto sin dalla nascita. In questo caso tutto è connesso al muscolo palpebrale che, in condizioni normali, dovrebbe andare a sollevare la palpebra stessa. Tuttavia, può accadere che lo sviluppo della zona non venga completato. In questo caso, il movimento palpebrale viene inficiato, con conseguenti difficoltà ad aprire l’occhio interessato. 

La seconda tipologia è la cosiddetta ptosi acquisita che, quindi, si verifica nel corso degli anni. Anche in questo caso, le cause del problema sono diverse dato che si può trattare, ad esempio, di una conseguenza di un evento traumatico, ma non solo. Risulta, quindi, importante cosa scatena il disturbo in modo tale da agire in maniera corretta.

Non c’è una sola causa: la ptosi può anche essere una conseguenza dell’invecchiamento che colpisce il muscolo della palpebra superiore che, perdendo di tonicità, sembra essere sempre più cadente. Analizzare la situazione dal punto di vista medico, per  individuare la soluzione chirurgica da adottare, è la soluzione migliore. 

Palpebre cadenti: rimedi chirurgici

Le palpebre cadenti richiedono dei rimedi chirurgici, finalizzati a risolvere non solo gli inestetismi e le asimmetrie, bensì anche i vari disturbi provocati da una palpebra che tende a cedere.

Chi ha questo problema potrà così nuovamente avere un occhio aperto e uno sguardo più giovane, intenso, sveglio.

Che si tratti di ptosi congenita o di ptosi acquisita, il consiglio è quello di valutare insieme a un chirurgo oculoplastico il da farsi, per individuare l’intervento più consono alle proprie esigenze.

In caso di palpebra cadente congenita si è dinanzi a una situazione in cui il bambino riscontra diversi tipi di difficoltà nella quotidianità. L’occhio non è stimolato in maniera corretta e, pertanto, può essere compromessa la funzione visiva. In una situazione di questo tipo è importante agire prima dei 5 anni di età, per correggere la ptosi e per ridare al bambino la possibilità di vedere meglio ma anche di vivere meglio nello spazio che lo circonda. Chi è affetto da ptosi può, infatti, avere dei problemi di orientamento e può sviluppare delle posture non corrette. Il bambino cerca, facendo dei movimenti con il capo, di vedere il più possibile e questo dà vita a diversi problemi posturali.

Anche in caso di palpebra cadente acquisita si deve vedere l’intervento chirurgico come necessario miglioramento della propria condizione sia estetica ma soprattutto visiva. L’entità del problema deve essere valutata da un chirurgo competente e in grado di trovare, assieme al paziente, la giusta soluzione. 

 In questo caso, l’intervento con tecnica transcongiuntivale è la soluzione indicata, poiché non lascia cicatrici e segni evidenti e ha un’elevata efficacia nella risoluzione del problema della palpebra cadente. 

Perché contattare il chirurgo oculoplastico per la ptosi palpebrale

Contattare un medico specializzato è il primo passo verso la soluzione di un problema che affligge molte persone. Se nel caso dell’adulto può trattarsi soprattutto di un miglioramento a fini estetici, nel bambino l’intervento chirurgico diventa necessario per riacquistare la mobilità corretta dell’occhio e per permettere allo stesso di svilupparsi al meglio. 

Ginnastica facciale, creme, sieri, strisce che alzano la palpebra possono essere considerati dei palliativi, dato che solo l’intervento chirurgico può portare a una soluzione definitiva della ptosi. 

Per avere tutte le informazioni sull’operazione della ptosi palpebrale non rimane che contattarci e fissare un appuntamento in una delle nostre sedi.

 

La Redazione