Inquinamento cutaneo: davvero la luce blu emessa dai nostri smartphone provoca le occhiaie?

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La luce blu emessa dai nostri smartphone accelera la comparsa delle occhiaie.

Un problema che oggi ha anche un nome, inquinamento cutaneo, e che è accentuato soprattutto dalla cattiva abitudine di consultare dispositivi elettronici di notte, quando ci troviamo già sotto le coperte e non riusciamo a prendere sonno.

Quindi, se già da un po’ di tempo vi interrogavate sulla causa delle vostre occhiaie mattutine, questa potrebbe essere la risposta che cercavate.

Cerchiamo di capirne qualcosa di più e appuntiamoci alcuni piccoli e semplici accorgimenti, necessari al fine di non aggravare la situazione e iniziare a prevenire l’invecchiamento precoce della pelle e del nostro sguardo.

Che cos’è la luce blu?

La luce Hev (High-Energy Visible Light), ovvero la luce blu che ogni giorno viene emessa dai nostri smartphone, è considerata una delle possibili cause dell’invecchiamento precoce della pelle e della comparsa delle indesiderate occhiaie.

Sembra, infatti, che questa luce “concentrata” sia in grado di provocare macchie, rughe e quel colorito grigiastro che ci fa tanto sentire a disagio. Per non parlare delle occhiaie, la cui comparsa è certamente più rapida e visibile.

Un inestetismo, questo,  la cui formazione avviene prevalentemente la notte, quando le cellule epiteliali si rinnovano: in poche parole, guardando il nostro smartphone nel corso delle ore notturne, esiste una reale possibilità di procurarci un bel paio di occhiaie mattutine che ci accompagneranno per tutta la giornata.

Non è un caso se il mondo della cosmetica sia ormai da anni impegnata nello studiare formule sempre più all’avanguardia in grado di contrastare la luce blu e che, nel mondo dell’oculoplastica, le richieste di trattamenti filler a base di acido ialuronico siano aumentate esponenzialmente.

Comparsa notturna delle occhiaie: è arrivata l’ora di correre ai ripari

Pensate che, secondo la rivista Cosmetics & Toiletries Science Applied, tra i 40000 nuovi prodotti anti occhiaie immessi nel 2017 sul mercato internazionale, 10000 sono in grado di contrastare la luce blu e ostacolarne l’effetto negativo che ha sulla pelle.

La rivista, però continua affermando che ancora  non ci sono prove certe riguardo la reale complessità degli effetti che questo tipo di luce “concentrata” può avere sul nostro sguardo e che solo in questi ultimi anni i ricercatori si sono attivati per capirne qualcosa di più.

La domanda che ora il mondo della medicina estetica e della cosmetica si pone è quanto questa incida realmente.  Certo è che sottoporre quotidianamente i nostri occhi a un contatto diretto con essa, soprattutto di notte, non fa per niente bene.

Intanto, considerato che il mondo degli smartphone si evolverà sempre più e che saremmo sempre più a stretto contatto con essi, non possiamo fare altro che correre subito ai ripari e, considerato che solo negli Stati Uniti i millennials controllano i loro social e posta elettronica in media 175 volte tra il giorno e la notte, sembra ci sia davvero da preoccuparsi.

Per esempio, cominciamo con ridurre la luminosità dei nostri smartphone, soprattutto se abbiamo la necessità di consultarli quando siamo già a letto; assicuriamoci che essi non siano troppo vicini ai nostri occhi e procuriamoci un paio di occhiali ad “anti luce blu”,  progettati appositamente per contrastare la luce di tutti i dispositivi elettronici.

In questo modo eviteremo di svegliarci ogni mattina con quelle fastidiose occhiaie che ci fanno sembrare più stanchi di quanto lo siamo in realtà e preverremo il precoce invecchiamento della pelle, con la conseguente comparsa di indesiderate rughe e macchie sulla pelle.

Questi non sono altro che semplici accorgimenti, ma potete considerarli come il primo passo verso una prevenzione più consapevole, necessaria alla protezione della salute del nostro sguardo.

Per saperne di più riguardo le cause e le soluzioni offerte dalla medicina estetica per trattare questi inestetismi vi invitiamo a visitare la sezione dedicata del nostro sito o a rivolgervi direttamente a noi.

La redazione